2 giugno 2009

chirunning

provo a parlarvi del chirunning e di quello che ho imparato nel workshop qualche settimana fa.


il chirunning, e' stato "ideato" dall'americano Danny Dreyer che ha applicato alcuni concetti del tai chi alla corsa. Il chi e' l'energia che anima tutte le cose e l'idea e' che la nostra postura durante la corsa deve essere tale che l'energia chi possa scorrere liberamente: "questa forza passa attraverso un sistema di meridiani che distribuiscono l'energia in tutte le parti del nostro corpo" [mia traduzione].


Ora, io non sono cosi' spirituale...anche se devo dire che la cosa mi ha sempre incuriosito. ma quello che mi ha attratto del metodo e' l'idea che una postura corretta aiuti a prevenire alcuni tipi di infortuni.


Nel chirunning l'attenzione si sposta dalla forza delle gambe e dalla loro spinta alla stabilità del tronco e alla sua spinta in avanti. L'insegnante al workshop aveva infatti detto che "per correre non servono le gambe", una frase paradossale che quando poi viene spiegata acquista senso.


Tre sono le cose fondamentale nel chirunning:


1) La postura

2) L'inclinazione del corpo

3) Il movimento delle gambee delle braccia


1) La postura parte dal bacino che deve essere leggermente spostato in avanti per consentire un perfetto allineamento del corpo. Il bacino non si muove in avanti contraendo i glutei ma contraendo la parte bassa dei muscoli addominali. I piedi devono essere paralleli e alla stessa larghezza del bacino. Quando si parla di bacino e del suo allineamento lo si paragona a una bacinella piena d’acqua: se e’ troppo spostata o indietro o in avanti l’acqua verrà versata. Se è perfettamente parallela al suolo no. La bacinella e’ il nostro bacino e l’acqua è il “chi” nel nostro corpo.

2) L’inclinazione del corpo permette un movimento delle gambe che dovrebbe consentire minore impatto e quindi meno infortuni. Il corpo e' inclinato in avanti a partire dai piedi come si vede nella foto: "l'inclinazione permette alla forza di gravita' di spiengervi in avanti, invece di lasciare alle gambe il compito di darvi la spinta" [mia traduzione].

3) una volta che la postura e' quella giusta e l'inclinazione anche allora le gambe si muovono in modo tale da ridurre l'impatto con il terreno. in pratica evita che il passo parta dal tallone e favorisce la partenza da dietro la punta del piede. il movimento della gambe deve avvenire dietro il tronco: "ogni movimento nel tai chi e' controbilanciato da un movimento nella direzione contraria. Lo stesso concetto e' alla base del chirunning. Il principio di equilibrio dice che se una parte del tuo corpo di muove in avanti, un'altra parte del tuo corpo si muovera' all'indietro. dato che la parte superiore e' leggermente spostata in avanti anche a causa del movimento del bacino, allora la parte inferiore e' responsabile del bilanciamento. Il tuo passo si deve aprire dietro di te, non davanti a te" [mia traduzione]. le braccia aiutano la spinta.

io non credo ai metodi infallibili ma di tutto cio' che ascolto e leggo prendo sempre e solo quello che funziona per me. pero' dopo il workshop mi sembra che questo, tolto tutto l'elemento spirituale e filosofico, sia soprattutto buon senso. molti dei maratoneti africani non hanno certamente le gambe da bodybuilders. e' chiaro che non affidano la loro corsa e la loro potenza solo ad esse; la spinta gli viene anche da altro: la loro inclinazione e' sempre perfetta. guardate GEBRE in questa foto!! e poi, ora che piano piano sto facendo delle prove mi rendo conto anche io che se sono leggermente inclinata in avanti faccio meno fatica.

non so se sono stata chiara nella mia spiegazione. ma anche io quando ho letto il libro la prima volta, nonostante i vari esercizi proposti, ho fatto un gran fatica a capire esattamente cosa fosse e dove fosse la "semplicita'". il workshop mi ha chiarito le idee. mi ha fatto anche vedere dove sbaglio quando corro. hanno filmato la mia corsa e poi l'abbiamo analizzata: intanto corro con i piedi a papera e non paralleli, specie con la destra; e la destra, guarda un po' e' la gamba che mi da' sempre problemi. inoltre il mio passo parte dal tallone. non e' facile cambiare la propria corsa, ma mi hanno suggerito di concentrarmi su una cosa alla volta e per un breve periodo di tempo. di farlo anche mentre cammino. il corpo ha la sua memoria e le posizioni dopo qualche mese diventeranno piu' naturali. cmq ci vorra' un po'. ieri pero' mentre correvo ho avuto ad un certo punto la sensazione di avere tutto "al posto giusto" e mi e' sembrato di volare :)

c'e' un altro metodo, molto simile al chirunning, che si chiama POSE. entrambi puntano l'attenzione sulla postura e l'allinemanto. ma mentre per il chi il movimento delle gambe si apre dietro il tronco, per POSE si apre sotto, come fa GEBRE nella foto. comprero' anche quel libro e cerchero' di capire cosa e' meglio per me.

se non sono stata chiara, provero' a rispondere alle vostre domande. ma non raccogliero' gli insulti ;)


21 commenti:

Ribichesu Davide ha detto...

Caspita!! molto, molto interessante il tuo Post..se capito in libreria vedo se trovo qualcosa sull'argomento. E' vero, tante volte ho notato il loro particolare allineamento in avanti, addirituta avevo letto da qualche parte che Gebre curava spesso la sua inclinazione anche in maniera impercettibile per gli altri..

Mathias ha detto...

chiarissima moni..l'allineamento delle parti del corpo è fondamentale per far meno sforzo. Anche galloway nel suo libro lo diceva(anche se partiva da principi diversi..parlava semplicemente di miglioramento dello stile). Son cose da provare

Marco ha detto...

MOLTO interessante!!!
Volevo proprio chiederti com'era andato il workshop...

Quello che mi ha colpito di piu' e' la storia dell'appoggio a terra... cioe': ma allora tutti i discorsi sulla rullata piena da tallone a punta???

mi ha colpito perche' non e' la prima volta che lo sento da un po' di tempo a questa parte...
Chi ha ragione???

Grazie comunque dei consigli!

Monica ha detto...

davide - fammi sapere se trovi qualcosa. io ho fatto una ricerca online e in italiano non ho trovato niente.

math - infatti...io provo!

marco - da quello che hanno detto al workshop l'appoggio tallone punta e' piu' ad alto impatto per ginocchio e compagnia cantante. io non so piu' chi ha ragione. boh!

GIAN CARLO ha detto...

Se estrapoliamo questo concetto finiamo per parlare del sesso degli angeli. Chi va a 6 al km e prova a non fare la rullata...quindi tacco punta si uccide da solo, chi va a 4 al km la fa naturalmente, ma potrebbe provare a limitarla, chi corre sul serio puo' pensare di non farla.
Gebre non la fa... eppure(anzi proprio per quello) c'ha messo una vita per diventare maratoneta. Poi è diventato il numero 1.

Monica ha detto...

gian carlo: nel metodo non si fa riferimento alla velocita' e le stesse "regole" vengono applicate alla camminata (chiwalking). L'idea sembra essere quella che se il corpo e' nella posizione giusta allora il movimento delle gambe viene da se. a me succede proprio cosi' quelle poche volte che mi sembra di essere nella posizione giusta. ma cmq, cosa vuoi che ne sappia io, sono pur sempre una che va a 6 al km :)

the yogi ha detto...

hmm, very interesting.... qualche perplessità sui glutei contratti: ho provato a chiappe strette ma sembravo un matto con l'orchite :))

Monica ha detto...

yogi ... i glutei NON li devi contrarre :)

Marco ha detto...

@moni: di questi tempi io i glutei un po' contratti li tengo sempre... non so perche' ma ho sempre l'impressione che ci possa essere piu' d'uno pronto a mettermelo indercu'... :-D

the yogi ha detto...

ah ecco... ho letto meglio! ^^

Tosto ha detto...

Trovo il tuo post è interessante, in particolare sono sempre attratto da queste filosofie orientali. Un giorno o l'altro mi cimenterò anche col tai chi.

PS i glutei contratti behh sono daccordo con Marco

Monica ha detto...

tosto - anche io sono d'accordo con marco..di sti tempi e' meglio stare attenti ;)

the yogi ha detto...

>marco, sei prevenuto.... ;)
>moni, oggi ho provato a inclinare l'asse in avanti (non fraintendermi)... sai che ne è uscito un bel medio?!

Monica ha detto...

yogi - mi fai morire dal ridere...pensavo ti fosse venuto fuori un bel....lungo ;) ops!

the yogi ha detto...

harharhar, non ci avevo pensato....che figura barbina! ^^

Ribichesu Davide ha detto...

Ciao, di solito ci son i soliti libri, galloway, Baldini più quelli delle edizioni Demetra o Giunti..però se capita di passare anche più in là e trovare qualcosa..(di solito si trovano quando meno te lo aspetti in qualche reparto nascosto o in qualche svendita)..sarò lieto di comunicartelo! >Come ti dicevo la cosa mi ha interessato e proprio poco fà correndo ci ho pensato ed ho provato a fare delle prove di inclinazione..è proprio particolare come il corpo si sposti tutto insieme e cerchi un nuovo equilibrio basato su velocità e spostamento dei principali gruppi muscolari per bilanciare l'atto del cadere in avanti.

Simone ha detto...

Mi pare tutto interessante e sensato.
Solo la rullata che non parte dal tallone, mi da molto da pensare, soprattutto sulle lunghe distanze.
Atterrare sulle punte per 42km credo sia poco consigliabile. Almeno per quello che ho sempre letto.
Credo che i polpacci sarebbero sollecitati in modo esagerato atterrando sulle punte, no?
Del resto la corsa piú naturale, almeno per me, viene con la rullata completa .. certo non deve diventare un impatto tipo meteorite sul tallone e poi la rullata, deve essere un movimento unico e di distribuzione del peso su tutto il piede.

Comunque il bilanciamento del corpo, sistemando la postura ti potrebbe dare sicuramente grossi benefici!!!

WLF ... (F sta per falcata)

Monica ha detto...

simone - non so dovrebbe atterrare sulle punte anzi. il termine in inglese e' mid-foot stride.

TuQ ha detto...

Si, direi che un ottimo punto di partenza per migliorarsi...

Runner ha detto...

Questo post mi piace molto!
La rullata tallone-punta se si analizza un filmato a rallenty, si noterà quanto l'approccio del tallone crea un trauma alla gamba, partendo dal tallone, come se si bloccasse la cosa! Mi sai dire come si chiama il libro sul chirunning? Grazie

monica ha detto...

il libro si chiama Chirunning. A revolutionary approach to effortless, injury-free running. di danny dreyer.