18 aprile 2009

la ricerca iniza

la prossima settimana e' la mia ultima settimana di insegnamento qui, a cui seguira' il folle periodo di esami e poi, per il momento, il nulla. certo, sono in attesa di sapere l'esito della mia domanda per l'assegno di ricerca da postdoc, che sapro' a maggio, ma non ci spero molto. conosco troppo bene come funzionano le cose e conosco i miei limiti, quindi in realta' guardo oltre, oltre l'estate. la speranza e' dover restare parcheggiata solo per un anno accademico, cercando di concretizzare la pubblicazione piu' importante, e poi rimettermi su un mercato, con ottimismo, piu' vivace (ad oggi, infatti, ci sono ZERO lavori nell'universita' irlandese, ZERO in quella inglese; l'america e' per il momento un sogno lontano).

un caro amico mi ha consigliato di vedere i bandi in italia per docenze a contratto e cosi' oggi ho iniziato. ovvio che non conoscendo bene le universita' italiane e le terminologie arrivo ai siti delle facolta' e mi perdo. allora ho pensato di mettere su google "docenti a contratto" e mi arriva questo articolo recente del "Corriere del veneto" che mi riempie di gioia e ottimismo per il futuro!! Mi sa che e' venuto il momento di tirare i remi in barca e andare a fare un altro tipo di lavoro.

universita' in crisi

Lettere, a casa metà dei docenti a contratto

Persi fondi esterni, la facoltà taglia anche i compensi e il numero dei corsi. I prof passano da 160 a 75

Anche l'Università risente della crisi

Anche l'Università risente della crisi

VENEZIA – Piano anti-crisi, l'università Ca' Foscari comincia a tagliare: saranno dimezzati i docenti a contratto, saranno ridotti i compensi, cancellati alcuni corsi. Lo ha deciso la Facoltà di Lettere dopo settimane di riunioni e incontri col rettore e il direttore amministrativo, per far fronte ai tagli del Governo e alla contrazione dei fondi esterni. Nelle settimane scorse era stata decisa l'eliminazione della proroga automatica di due anni per i docenti settantenni giunti al pensionamento, con un risparmio annunciato di centomila euro a professore, ma non è bastato. Mercoledì scorso all'unanimità (una sola astensione) il Consiglio di Facoltà ha infatti votato un taglio del 50 per cento dei professori a contratto che passeranno dagli attuali 160 a 75, con l'aggiunta di una riduzione dei compensi. Ad essere sacrificati sono stati i corsi meno frequentati, quelli col più basso numero di iscritti, esami e tesi di laurea, soprattutto negli ambiti disciplinari più nuovi come Tars (Tecniche artistiche e dello spettacolo), Servizio Sociale e Conservazione dei Beni culturali. Occasione, secondo qualcuno, per fare piazza pulita nella galassia di corsi spuntati come funghi negli ultimi dieci anni, motivo di preoccupazione per qualcun altro rispetto all'offerta formativa complessiva che verrebbe sensibilmente ridotta. Meno insegnamenti, dunque, meno opportunità di lavoro per quanti (tolti i professionisti a carriera avviata) speravano prima o poi di mettere una volta per tutte il piede dentro l'università: «E' stata una scelta faticosa e dolorosa – spiega il preside di Lettere Filippo Maria Carinci – abbiamo dovuto dire arrivederci a tante persone che hanno collaborato con noi per anni. Spiace soprattutto per gli insegnanti più giovani, cresciuti a Ca'Foscari, e con tutti i titoli in mano per ambire ad un posto da ricercatore o professore associato. Per loro non so proprio se ci saranno mai altre prospettive all'interno dell'università». (beh, che dire?? questo e' esattamente il mio profilo....)

La crisi infatti colpisce duro, non solo per i contestati tagli del Ministro Gelmini (stando ai conti Ca'Foscari nei prossimi due anni avrà un disavanzo di oltre trenta milioni di euro), ma anche per il venir meno dei finanziamenti esterni che in qualche caso contribuivano a tenere in piedi interi corsi di laurea; particolarmente sentito, per le sue ricadute sul-l'offerta formativa, è il mancato rinnovo dei fondi della Fondazione Asa di Venezia (Alti Studi sul-l'Arte) su cui Tars si reggeva, così come la contrazione del Fondo Sociale Europeo che sosteneva per esempio il corso in Servizio Sociale dove il taglio delle spese è stato del 60 per cento con la cancellazione, nel giro di due anni, del 40 per cento degli insegnamenti. Non resta, a questo punto, che salvare il salvabile: «Abbiamo cercato di operare tagli non in modo indiscriminato ma in maniera attenta e tenendo conto di tutti gli elementi – conclude il preside - A questo punto i docenti di ruolo si faranno carico di un maggior numero di ore e tutti quanti stringeremo i denti. L'offerta formativa, in ogni caso, è valida, la qualità rimane. In qualche caso forse la crisi è stata anche la molla per rivedere l'eccessivo allargamento di corsi, certo col nuovo rettore bisognerà pensare a dei piani di ristrutturazione della Facoltà».

Paola Vescovi
27 marzo 2009(ultima modifica: 28 marzo 2009)


9 commenti:

the yogi ha detto...

università in italia di questi tempi? hai bisogno di un grosso in bocca al lupo!

Cristian ha detto...

Forza Monica tira fuori la solita grinta... prova all'Università di Mantova, piccola ma funzionale e con un runner vicino che poi ti supporta...

Monica ha detto...

yogi - no no, per me l'universita' italiana e' fuori discussione. e' solo che la docenza a contratto mi sembrava una buona idea (inizialmente) per occupare il tempo "parcheggio" finche' non si muova nuovamente il mercato anglosassone nel quale sono cresciuta professionalemente. ma mi sa che il tempo o lo occupo diversamente (ho altre idee) oppure lo riempio con un nuovo lavoro...totalmente diverso da quello che faccio ora, fuori dalle universita' di qualsiasi paese.

Monica ha detto...

cristian - la grinta c'e'....ma e' il lavoro che manca. finire un contratto in un periodo del genere...ma si va avanti, qualcosa mi invento, ne puoi stare certo :)

Cristian ha detto...

Da noi cercano un saldatore...:-)))

Monica ha detto...

sarei bravissima come saldatrice :)

Alvin ha detto...

E' un tempaccio ma te la caverai... in bocca al lupo!

FabioG ha detto...

Sei forte e dalle tue parole percepisco che non hai intenzione di mollare. Ogni problema può diventare un'opportunità. In bocca al lupo.

Daniele ha detto...

la sfiga doppia è arrivare alla fine di un contratto in un periodo come questo... Mi spiace che al momento non si sia concretizzato ancora nulla. Le idee e la determinazione non ti mancano. Spesso spero che mi arrivi una tua buona notizia su questo fronte.. Continuo ad incrociare le dita..