16 ottobre 2008

la mia filosofia podistica

Prendo spunto da un po' di commenti che ho letto in giro nei vari blog italiani e sul mio per un piccolo sfogo che SIA CHIARO non e' rivolto a nessuno in particolare.

Io corro e gareggio tutte le distanze, 5-10-16-21....ma il dato di fatto e' che preferisco le maratone. Amo la sfida della preparazione e l'emozione della gara, gli imprevisti, i dolori e la gioia di tagliare quel traguardo. Mi sono sempre allenata per correre le mie maratone dall'inizio alla fine e non ci sono mai riuscita (finora). il giorno della maratona, quando arrivo al 32-36km le mie gambe mi abbandonano e alla fine devo camminare. lo so, direte non ti sei allenata bene, non avresti dovuto farla. forse. o forse e' una distanza che non sempre ti consente di dare il meglio di te. ma quando passi il traguardo non c'e' gioia piu' grande e NON IMPORTA come ci sei arrivato, la gioia e' la stessa. Io non sono una professionista, e non mi sono mai spacciata come tale. sono una tapasciona che ama la sfida dei 42km.

quando mi sono accorta che gli allenamenti per dublino non stavano andando bene ho dovuto fermarmi per decidere cosa fare. ma la realta' e' che NON voglio rinunciare alla gioia di fare una maratona nella mia citta' e il metodo galloway mi da' la possibilita' di arrivare alla fine tutto d'un pezzo. se tutto va bene, invece di camminare gli ultimi 10km (un'ora circa) alla fine camminero' "solo" 40'. e gia' quello sarebbe una vittoria. se non mi conoscete non sapete che non ho velleita' agonistiche, che corro per me e per arrivare alla fine delle mie sfide. so che gli atleti veri non approvano (vedi albanesi, per il quale appartengo al club delle moribonde), ma io sono del parere che ognuno corre per motivi diversi e ho massimo rispetto per tutti.

ho un'amica che 16 anni fa e' stata scaraventata contro il muro dal suo cavallo. i suoi polmoni hanno una capacita' ridotta per questo ma a lei piace partecipare alle maratone. ci mette 6 ore e piu' ma la gioia che vedo in lei al traguardo, e la serenita', non la vedo sempre negli atleti che finiscono in 2'30'' o giu' di li che magari sono incazzati per un secondo in piu'. Hanno certo il mio rispetto e la mia ammirazione (sapete quanto adoro andrea, marco simone ecc. ecc.), ma ho lo stesso rispetto e la stessa ammirazione per la mia amica.

devo dire una cosa e non voglio aprire una polemica. pero' e' vero che ne' in irlanda ne' in inghilterra ho dovuto mai giustificare il mio desiderio di "correre" una maratona. qui ci sono partenze separate anche per chi decide dall'inizio di camminare per tutto il percorso. e il supporto per gli ultimi e pari a quello per i primi. in italia c'e' questa competitivita' che per la gente come me puo' rovinare la gioia di cio' che fa e di cio' che riesce a raggiungere: di corsa o di passo poco importa il tragurdo e' lo stesso per tutti e i km gli stessi per tutti.

se siete interessati, gian carlo ha fatto un post sul metodo galloway e nei commenti si discute anche di questo.

40 commenti:

Nick.12 ha detto...

Bel racconto e belle parole...
La corsa prima di tutto deve farci sentire bene, e non deve stressarci maggiormente di quello che ci stressiamo tutti i giorni in questa vita.... E' una vita che faccio sport di fatica (sci-bici-tennis-corsa-ecc ecc)e me lo domando sempre più volte perchè ho questo difetto...
Ma le sensazioni di arrivare alla fine e magari aver realizzato il TUO E SOLO TUO OBIETTIVO mi rinfranca e mi dico va avanti cosi' che sei sulla strada giusta...
Ciao Nick

Andreadicorsa ha detto...

Bravissima Monica, sei eccezionale, ti ammiro x ciò che hai scritto e lo condivido!!!

GIAN CARLO ha detto...

Sono d'accordo con quello che hai scritto al 101% se dal mio post emerge una differenza di giudizio(e non credo) sappi che non è così.
Tu sei una ragazza che ha girato tanto(e meno male) e sicuramente avrai notato come da noi si prende lo sport amatoriale con fin troppo spirito agonistico.

Basta guardare i numeri: a Berlino o a NY se chiudi una maratona in 4h e 30 sei a centro classifca...

Invece se vai a Milano sei negli ultimi posti... è normale che poi "passa" la logica ma chi glielo fa fare ?

Aggiungiamoci che a Milano non ti fanno neanche un mezzo battimani d'incoraggiamento e si incazzano come jene perchè il traffico è bloccato, mentre a Berlino e a a NY son tuti festanti a trattarti da campione.

Si potrebbe parafrasare Cavour, ma forse è prendersi troppo sul serio !

margantonio ha detto...

Mokina, più volte mi sono espresso su questo argomento in diversi contesti. L'arrivo di una maratona rappresenta un qualcosa che non tutti sono in grado di apprezzare al meglio. Chi arriva deluso per non aver fatto il proprio primato, al momento può essere anche giustificato, ma poi deve essere felice comunque per aver tagliato il traguardo.
per tutti gli snob che: se non la corri tutta non vale, se non fai meno di 4 ore sei una moribonda, se non la fai sotto le 3 ore sei un tapascione, c'è anche qualcuno che rinuncia perchè a 4' al km sarebbe scandaloso...ebbene per tutti questi ci vorrebbe un PRRRRR!!!
io domenica alla mia 149^ sono arrivato con i brividi dall'emozione. una mia amica è arrivata in oltre 4 ore piangendo...questi sono i veri maratoneti.

Barbarella ha detto...

sei GRANDEEEEE! Continua cosi :-)

R. Davide ha detto...

Ciao, io sono d'accordo..ognuno ha un suo approccio allo sport..io dico che se tu ti senti così dovresti seguire la tua strada, anche perchè cosi la assapori come preferisci..il metodo galloway mi sembra buono..secondo me è un buon punto di partenza per arrivare proprio ad acquisire sempre di più la distanza e poi alla fine correrla totalmente..io per esempio mi porterò alla distanza maratona cercando di correre e velocizzarmi dalle distanze inferiori..ma è solo un modo..concludo che secondo me dovresti fare quel che per tè è giusto che non è detto sia perfetto per un'altro tipo di persona....vivi la corsa a tuo modo e divertiti a selezionare, analizzare e far diventare tue tutte le informazioni e consigli che ti arrivano.
Ciao

Mathias ha detto...

Condivido il pensiero moni..il post lo devo far leggere a mia sorella Aline! piuttosto, quasi quasi te la faccio conoscere su face book..potresti essergli di grandissima fonte d'ispirazione su come ti stai trovando con galloway..le ho suggerito di prepararsi così!!

giampiero ha detto...

..ma questo galloway chi te lo ha fatto conoscere?? pensaci bene babe!! per me correre ha significato scappare di casa dove ogni sera volavano piatti e parolacce. ha significato trovare nuove famiglie dove trovare affetto e dolcezza. c'è molto di privato nelle mie motivazioni nella corsa. certamente ho preferenze su certe gare piuttosto che altre , ma ammiro qualsiasi persona si alzi da quel cavolo di divano ed esca per strada. poi siamo logorroici, frenetici, ansiosi da prestazioni ecc ecc ma questo è il segno dei tempi, vogliono farci competere per forza, classificarci e levarci sempre e solo i soldi. nella vita è tutto relativo, oggi fai e domani no, oggi ci sei e domani no, quello che vivi dentro lo sai solo tu, gli altri consigliano in buona fede ma la vita è tua.
nei bloggers trovo persone molto simili a me e questo mi fa piacere, mi fa trovare famiglia e mi fa pensare che qualche speranza c'è.. damose da fà..semo blogghere..

Anonimo ha detto...

Giusto Monica, condivido quello che hai scritto come la bella chiacchierata di domenica scorsa. Pure la mia allenatrice mi spiegava che correre fuori dall'italia è diverso...spirito meno agonistico. Relax your body and open your mind!!!
Dai che manca poco alle "nostre" maratone....
Luigi

Anonimo ha detto...

ogni sportivo ha la sua filosofia (oppure la sua follia): io, per esempio, me ne frego della maratona, mi piace allenarmi duro e correre forte ma il mio confronto è solo col cronometro, odio talmente la competitività che non gareggio MAI. voglio correre tot km a tot velocità? semplicemente vado a correre, da solo. apprezzo però la RAZIONALITA', cioè una volta stabilito un obiettivo, perseguirlo nel modo che garantisca il miglior risultato possibile. per questo critico atleti che, una volta stabilito un fine cronometrico-agonistico, poi non fanno le cose giuste per ottenerlo, allegando fini differenti oppure comportandosi come il "giocatore" che dice che vuole vincere ma fa di tutto per perdere (e la psicologia ci dice che effettivamente vuole perdere). l'incoerenza fra i fini e i mezzi è un difetto. certo, siamo liberi anche di essere difettosi. luciano er califfo.

Anonimo ha detto...

Ben scritto Monica anche se la realtà(e qui qualcuno storcerà il naso) e ben diversa .
Basta vedere non solo nelle maratone ma nelle semplici corse domenicali qual'è lo spirito con cui la maggior parte dei podisti corre...

Marco ha detto...

Monica complimenti per il post!
Mi ci ritrovo al 100%!!!
La corsa e' un'attivita' individuale e quindi, secondo me, anche la gestione di tempi, allenamenti, prestazioni e' giusto che sia principalmente oggetto del giudizio del diretto interessato.
Se poi altri sono contenti di "denigrare" e/o criticare i traguardi raggiunti da altri, e' un "problema" loro.
Visto che nessuno qui e' un professionista, mi sembra che il traguardo piu' importante da perseguire sia la soddisfazione personale, che sia per una maratona in 2 ore e 20 o in 6.

uscuru ha detto...

partiamo dla mio concetto di ammirazione x ki corre e non intendo a tot km orari.
corere, correre, correre ... e' questo l'importante.
quel metodo, non e' ke non lo condivido, non lo faccio "mio" il ke e' diverso , ma molto diveso. belle spiegazioni ho letto e....
tutte molto valide e rispettabilissime!!!!
quindi non ho nessun presupposto x fare polemike.

Michele ha detto...

Ti avevo chiesto di scrivere un post solo per sapere che metodo era, trovo condivisibile la tua posizione. Interessante la faccenda di camminare Bisogna divertirsi e poi ognuno nella corsa come nella vita se la gioca come meglio crede continua tranquilla e divertiti !

Master Runners ha detto...

Per questo devi considerarti fortunata a vivere li e poter partecipare a queste gare dove la gente ti apprezza.
Sai, mi hai colpito quando ci siamo visti e a mia moglie hai detto "venire a insegnare in Italia? ...no grazie!" ho notato in quella frase anche un pò di tristezza, perchè si vede che un minimo sei attaccata a questo nostro stivale che ci sta diventando sempre piu stretto, ma nello stesso tempo non te ne vuoi andare da quel posto dove la gente non ha il cervello rotondo fatto solo di cuoio e fischietto.
Ricordati sempre che, anche se pochi, anche tutti noi ti apprezziamo!
Ciao "a Monicaa"!!! :)

Massimo ha detto...

Si dovrebbe essere cosi':non siamo atleti,corriamo per stare bene:giusto.
Dovrebbero eliminare le premiazioni dei master...

Anonimo ha detto...

massimo, l'hai detta grossa. come, abbiamo tutti premesso che ognuno ha la sua filosofia e mo' vuoi privare i master competitivi del loro premio? se TU non vuoi premi, non li prendere, oppure non gareggiare, ma non mi pare corretto imporre agli altri la propria filosofia. io, per esempio, non andrei mai a fare una maratona per chiuderla in 5 o 6 ore, ma non mi sogno nemmeno di vietare a chi vuole di farlo. luciano er califfo.

Fatdaddy ha detto...

Questo post raggiunge il record di "allineamento di pensiero", dire che condivido al 101% è poco, è il tipico esempio di "post-come-lo-avrei-voluto-scrivere-io".
Le motivazioni che spingono a fare una maratona sono le più disparate, le nostre direi che si assomigliano parecchio: corri con gli altri, in mezzo alla gente, ma alla fine è con te stesso che "fai i conti", assaporando la gioia del traguardo o l'incazzatura di un tempo non raggiunto se sei un competitivo...è a te stesso che eventualmente devi render conto.

Braverrima!!!

Monica ha detto...

grazie ragazzi per i vostri commenti.

gian carlo - il tuo post e' chiaro e so che siamo sulla stessa lunghezza d'onda. ho preso solo spunto da alcuni commenti che ti hanno fatto, che ogni tanto mi infastidiscono, ma forse sono un po' troppo permalosa :)

marg - so come la pensi, me lo hai detto mille volte ed il tuo approccio alla maratona mi piace molto.

giampy - non lo posso negare, mannaggia :) tu sei stato il primo a parlarmi del metodo galloway e mi hai fatto parlare con ugo. insomma e' tutta colpa tua, non ne fai una giusta :)

uscuru - se non avessi rispetto per i moribondi non saresti venuto a "salvarmi" a colonna. ricordati che sei il mio eroe :)

michele - infatti. la mia polemica come ho detto non e' rivolta a nessuno in generale, e' solo l'atmosfera che respiro nei vari blog italiani qualche volta. quindi non era davvero una risposta al tuo commento.

master - certo che mi rattrista il fatto che io non sono libera di fare il mio lavoro nel mio paese e come me mille altri. mi rattrista vedere il mio paese rovinato dalla superficilita' e dalla mentalita' del cavaliere ricco e furbo. qui non e' tutto rose e fiori, ma in italia non tornerei. grazie per l'appoggio, per me e' importante!

Frate_tack ha detto...

Tutti dicono la sua, e chi sono io per non dirla. Però l'unica cosa da dire è che come tutti qui dentro sono d'accordo con te. Purtroppo però quando si è in gare un attimo di senso agonistico c'è per tutti. Arrivare prima di sè stessi è una soddisfazione massima.

Mic ha detto...

Il tuo punto di vista non fa una piega e credo sia condivisibile da molti. Io capisco il fatto che ti piaccia correre la Maratona; infondo è un obbiettivo per molti e poi da una gioia che le altre gare non danno. Ne ho corsa solo una ma lo so bene e me lo ripete spesso mio papà che ne ha corse parecchie + di me. Credo che i motivi di quelle emozioni risiedano nel fatto che richiede una preparazione lunga e di grosso impegno e sacrificio; non da prove d'appello, perchè anche se non va come vorresti, non è che puoi ritentare nel giro di qualche settimana (non tutti, almeno) e soprattutto la fatica che si fa porta ad uno stato d'animo particolarmente sensibile, predisposto a farsi travolgere dalle emozioni. Poi le motivazioni, il come si corre o le esternazioni degli atleti al traguardo, sono un fatto strettamente personale.
Antonio: quando dici che non tutti sanno apprezzare l'arrivo di una maratona, io credo invece che non sono tutti ad esternare nella stessa maniera, sicuramente è una grossa emozione per tutti, solo che ognuno la vive a modo propria. Ed è giusto così, no?! CIAO!

Simone ha detto...

Ciao Monica,
condivido praticamente ogni riga del tuo post, ognuno ha sia il suo modo di vedere la corsa ed inoltre anche la stessa persona puó sia voler competere con se stesso per limare secondi, che godersi la maratona in se, per la pura gioia di esserci, faticare, arrivare in fondo.

A volte ho maratone in cui conto i secondi, anzi spesso, peró come prima cosa c'é la gioia di partecipare ... credo che quando venisse a mancarmi quella poi mi sarebbe impossibile andare a prepararmi per limare quel secondo o minuto che sia.

E me ne accorgo sempre, anche quando non ottengo il tempo che volevo, quando si tratta di fare l'ultimo km e tagliare il traguardo la gioia di esserci passa sopra ad ogni obiettivo non raggiunto

ps: in piú é anche la scusa per riprovare quell'obiettivo alla maratona dopo, dove ancora una volta si avrá il piacere di esserci e partecipare!!!

e poi non mi esprimo su chi da giudizi sui vari podisti. Farebbero probabilmente a fare piú una catalogiazione, utile per indicare i giusti allenamenti per i diversi approcci/mentalita'/potenzialitá! Peró certo sentirsi giudicati "moribondi" mi sa di inutile e soprattutto di non voler capire che c'é chi vive la corsa in modo diverso da altri

Alvin ha detto...

Monica, bel post,alla maratona ognuno può dare il significato che vuole, come hai detto tu, se ci si mette passione e non malattia,puoi arrivare al traguardo anche dopo 5 ore e mezza camminando gli ultimi 6 km...se sei spinta dal cuore, arriverai a quel traguardo più felice di chi l'ha chiusa a 2e40 quando sperava di farla in 2:38 la differenza in maratona è come la si prende..per molti il solo passare sotto la scritta Finish vale quasi un oro olimpico per altri se termini sopra le 5 ore quel giorno potevi startene meglio a casa...sono quelli che corrono solo con le gambe e non corrono con il cuore!!!

Mathias ha detto...

ma poi vorrei aggiungere una cosa.. minchia(per dar colore) se uno una volta vuol farsela camminando, l'altra di corsa a tutta, l'altra ancora a retrorunning succede qualcosa e bisogna dar conto a qualcuno?.. è bello sperimentare!!
Se un maratoneta vuol partecipare ad una maratona a staffetta insieme agli amici per una volta che fa, cessa di esser maratoneta perchè quella volta la distanza non l'ha corsa tutta?

Massimo ha detto...

...alla fine di ogni gara si va' a spulciare la classifica per vedere come siamo andati...,se abbiamo laciato indietro il compagno di squadra che va piu' o meno come noi...

Anonimo ha detto...

massimo, ti capisco, anche per me è un aspetto filosoficamente strano, però così non appare a quelli che lo fanno. ti parla uno che a 18 anni arrivava sempre primo o secondo di categoria e nonostante ciò, finita la gara, se ne andava immediatamente fregandosene dei podi e delle coppe (solo qualche volta mi sono preso i prosciutti e le bottiglie di vino). l'ambiente della corsa è pieno di aspetti "strani" (ma che sono tali solo per chi non li ha) come la società tutta. io, per esempio, vedo stranezze in cose che magari per la maggioranza di voi sono normali: il gareggiare troppo spesso, lo snobbare la velocità e le gare brevi, l'allenarsi senza razionalità (seguendo una presunta "volontà" che erroneamente è considerata il nucleo più vero dell'essere umano ma in realtà è già culturalmente costruita), le imposizioni societarie, la classifica societaria, la cena societaria, tutta la logica societaria (usciamo da "greggi" che ci comprimono, la famiglia, il lavoro, la scuola, la comitiva... e che facciamo? VOLONTARIAMENTE entriamo in altri greggi!). mi ci metto dentro pure io, la mia è un'analisi asettica e impersonale. non c'è alcun parametro oggettivo per stabilire che ha torto e chi ragione e non ci sono buoni motivi per sentire fastidio agli atteggiamenti diversi altrui, visto che questi, materialmente, non ci danneggiano affatto. se sentiamo questo fastidio, siamo NOI ad avere dei problemi, di narcisismo. luciano er califfo.

Monica ha detto...

caro califfo, grazie di essere ripassato da qui. ti rispondo perche' non vorrei ti offendessi e che dicessi in giro che ti ignoro perche' da buona narcisa non amo il dialogo. certo tu non mi conosci e io non conosco te. mi piacerebbe poterti smentire, ma non credo di poterlo fare. vedo che tu hai le tue opinioni e nessuno riesce a smuoverti. bene cosi'.

vorrei solo dire che ho il massimo rispetto per le opinioni altrui, pero' se alcune cose (e soprattutto alcuni toni) non mi dessero fastidio mi considererei un robot. mi infervoro si per le cose in cui credo e quando smettera' di essere cosi' saro' morta dentro.

io so di non essere una professionista, non credo di essermi mai spacciata per tale e non ho come scopo quello di raggiungere alti livelli. la corsa e' per me un semplice hobby, una valvola di sfogo, cosi' come lo e' il mio blog. capisco quello che dici, ma non e' la mia filosofia, non e' il motivo per cui corro. e su questo non dico piu' nulla. vedo che ormai e' iniziato una forma di "processo" sui blog, e non mi riferisco a te che per lo meno sei educato, ma a certa gente che ancora da me non e' arrivata.

per me il blog e' un posto dove parlare del mio hobby, scambiare idee, battute, consigli, conoscere gente con cui condivido qualcosa. idee e poi finisce li. la mia vita e' anche altro e, soprattutto, ho altro di cui preocupparmi, davvero.

i consigli qui sono sempre ben accetti. ricordatevi solo con chi avete a che fare: con una che anche si allenasse bene, certi tempi non potra' mai farli.

Anonimo ha detto...

cara monica, abbiamo più cose in comune di quanto pensi, oltre la fuga dall'italia. anche per me la corsa è un hobby, non vado forte, il blog è un passatempo effimero e oltre la corsa ci sono cose più importanti (ho 2 famiglie). ho il computer da appena un anno e sto ancora studiando le leggi della comunicazione virtuale. mi pare che il computer sia una bestia pericolosa, da quando ce l'ho ho perso più amici di quanti ne abbia acquistati. è che è una comunicazione monca, manca delle espressioni corporali che sono determinanti. io non vorrei offendere nessuno, però amo dire quello che penso, a volte in modo stuzzicante, amo criticare e autocriticare per analizzare, perchè senza porsi il punto interrogativo del dubbio non si capisce e non si cresce. nè la corsa nè il blog sono per me occasioni di socialità, vivo in un paese dalla socialità esagerata e anzi la corsa è motivo di raccogliermi in me stesso. in brasile dicono "cada cabeça è um mundo" e nessuno si infastidisce delle opinioni o delle critiche altrui. lo so che qualcuno si infastidisce a sentire le cose che dico ma io voglio scavare in PROFONDITA', comunicare solo per scambiare elogi, auguri e complimenti che senso ha? poi, in ogni comitiva ci deve essere il diavoletto, no? dai, non prendiamoci troppo sul serio, considerami un diavoletto simpatico. adesso vado sul blog di mathias che sono certo me ne diranno di tutti i colori. er califfo.

Anonimo ha detto...

ciao monica...sono pienamente d'accordo con te!
saluti da una moribonda tapasciona come te(anche se per me sei un mito), che corre per il puro piacere di correre e non si ammazza per nulla dietro un misero secondo lasciato per strada...
caterina (quella di torino).

Claudio72 ha detto...

Vai Monica, quello che penso te l'ho già detto su skype.
Tifo per te e mi sembra che tu stia andando alla grande.
Questo Post dovrebbe trovare posto nella costituzione dei blogtrotters!!

Monica ha detto...

caterina - che bello!! hai lasciato un messaggio! grazie, mi hai fatto davvero contenta.

claudio - grazie anche a te, e speriamo che ti passi sta tendinite!!

Frate_tack ha detto...

Ho preso una decisione. Voglio prenderti come mentore spirituale per la maratona. Nonostrante tutto quello che qualcuno può dire sulle filosofie di partecipazione alle gare, penso che il modo giusto di nterpretare una gara sia proprio la tua. Non mollare mai questo spirito di avventura e la tua determinazione.
Allenatore psicologico dei blogtrotters :-)

Monica ha detto...

frate_tack: mi commuovi! non son degna :) :)

Furio ha detto...

Brava Monica, anche io penso che ognuno ha le sacrosanto diritto di divertirsi e di provare gioia e soddisfazione da quello che ci è concesso nel quotidiano, come meglio crede; se qualcuno la pensa diversamente il problema è suo ;-)
Albanesi ha un ego gigantesco che ci vuoi fare?!

Marco ha detto...

concordo con tutto quello che hai detto. il bello della corsa credo che è prima di tutto una gara con se stessi, con la capacità di darsi dei traguardi e di raggiungerli, in qualsiasi modo. finora ho corso solo una maratona, l'ho finita camminando ma l'ho finita, e quella sensazione me la porterò dentro per sempre. della corsa amo la competizione che ognuno ha con se stesso, prima che contro il tempo o contro i km.

runners per caso ha detto...

anche io lascio e mi eprmetto di lasciarti un mwessaggio che è simile a molti altri.. non voglio aprire alcuna polemica ma anche a me sta storia del metodo albanesi (che non ho mai seguito ne' mi interessa.. piace epr diversi motivi) sul metodo gallowey mesi e mesi or sono postai qualcosa sul mio sito ma ricevetti alcune critiche e non di poco conto e poi visto che ne sapevo poco, anche perche' io non mai seguito allenamenti per le mie maratona e i miei lunghi erano soltanto di 21 km circa era normale che facessi tutto benissimo fino al 30 e poi quasi camminare

sto emtodo albanesi o le sue idee mi stanno trovando discorde da quando mi occupo in aprticolare epr le ultramaratone, se è vero Mokina che non ti piace l'italia da questo punto di vista e ti do ragionissima .... perche' poii anche se qui ( e mi scusate vero') tutti ti danno ragione alla conta dei fatti, quando sono in una maratona il tempo epr loro per tutti diventa importante ecc.ecc. e qui mi si ribella qualcuno..
per non avere di qeusti problemi dovresti provare, ad esempio un trail un'ultratrail e le gare a ore ovvero una 6 ore , 12 ore , 24 ore ecc.ecc. allora si che l'ambiente sarebbe un'altra cosa perche' li nessuno ti dirà mai corri ecc.ecc.
insomma fra due giorni la Maratona di Dublino, goditela fino in fondoooooooooooooo e in bocca al lupo a tutti gli altri.....
ciaoooooooooooooooooooo

AME ha detto...

poche storie, non devi rendere conto a nessuno riguardo a come ed in quanto tempo desideri correre una maratona......
chi ha le palle la corre chi non le ha critica e non si mette in discussione. BRAVA MONICA IO TI AMMIRO!

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