26 febbraio 2008

l'attesa....

tra due mesi esatti saro' a casa dei miei, nervosa ma alle stelle, a mangiare pasta, a bere e bere (acqua, ovvio!!) e a godermi - per cambiare - il calore di qualcuno che si occupa di me e non vuole farmi alzare un dito....andro' poi all'expo per prendere il mio pettorale e poi ad abbuffarmi di carboidrati con alcuni amici di maratoneti.com da qualche parte nella 'mia' padova. e la notte, a letto, nel mio lettino da adolescente che mamma ha conservato come un altarino da quando me ne sono andata sperando che prima poi torni....poi, dicevo, nel mio lettino iniziero' a visualizzare la gara, facendo i dovuti scongiuri (limitati in parte dal fatto di essere donna ) per allontanare la possibilita' che qualcosa vada male e soprattuto mi chiedero' se ce la faro' a fare il tempo sperato....mi immaginero' il momento in cui vedro' l'arrivo con il tempo scritto in alto...la felicita', la stanchezza, la gioia e l'orgoglio per essere arrivata alla fine. li, a prato della valle, mi aspetteranno i miei e per la prima volta il mio nipotino simone, che appena sara' grande abbastanza me lo portero' a dublino e soprattutto a correre con me

e tutti quelli che mi chiedono perche' mi alleno e faccio tutta questa fatica quando ci metto una vita a finire e non ho la possibilita' di vincere neanche se mi metto i pattini...dico....provate una volta, provate a sentire la gioia, che anche se nascosta sotto il dolore pungente, le gambe di legno, e' una gioia che ti ripaga dei sacrifici, che ti fa sentire vivo e che ti fa pensare 'IO HO VINTO'.

4 commenti:

Nick.12 ha detto...

Sane parole, quell'emozione degli ultimi Km di una Maratona ti carica e ti rende unico al mondo (anche con migliaia di gente intorno), quando si arriva si vince SEMPRE.....

Ciao Nick

Mathias ha detto...

A me è proprio il fatto di essere uno tra migliaia che mi esalta. Non si tratta di migliaia qualunque.Son persone che appartengono alla tua stessa tribù: quella dei maratoneti, coloro che amano soffrire per sentirsi vivi. Ci sono gli altri, al di là delle transenne, e noi, al di qua: tutti un pò speciali..

Daniele ha detto...

Mi ritrovo in quell’inciso (anche se tu sei più lontana…) “sperando che prima o poi torni”…

Per il resto, già il fatto che si assaporino due mesi prima le sensazioni di quei giorni e della corsa lascia intendere quanto bello sia vivere l’evento. E come dice giustamente Nick, quando si arriva si vince sempre…

franchino ha detto...

Concordo... chi non corre non può capire la soddisfazione di aver fatto l'impresa. puoi andare piano, arrivare tra gli ultimi ma la fatica è sempre quella, dal primo all'ultimo. e la grandezza sta proprio nel fatto che nessuno ci obbliga a farlo ma siamo che lo decidiamo, la nostra volontà ci porta avanti