4 gennaio 2011

week 4 - riepilogo

siamo al primo giro di boa. il primo blocco di 4 settimane è finito e ne sono abbastanza soddisfatta, se non altro per non aver saltato nessuna uscita delle 4 prefissate (ho detto addio all'idea dei 5 allenamenti). le sensazioni non sono ancora tra le migliori, ma ho pazienza, credo di saper aspettare, sono sicura che qualcosa succederà.

la settimana n. 4 è stata ricca di eventi, nonostante non registrasse l'aumento dei chilometri (siamo a quota 36). intanto per lo sbalzo di temperatura: dai zero gradi del paesello veneto ai 15 di quello calabro....poi per le belle sensazioni dell'uscita di giovedì e venerdì e per le avventure di domenica. ma entriamo nei dettagli:

martedì: 7km
giovedi: 10x400m. in realtà se avessi seguito il programma avrei dovuto fare ripetute in salita, ma nel paesello veneto è tutto super piatto e quindi ho optato, sotto consiglio di esperti, per una uscita di questo tipo. è stata dura, ma sono rimasta nei tempi che mi ero prefissata, quando più, quando meno. mi sono però ibernata a correre con zero gradi!
venerdì: 7km. sono stati 7km strani perché sono partita velocissima e ho cercato più e più volte di rallentare ma senza riuscirci. le gambe non ne volevano sapere. e così ho concluso la mia prima uscita sotto i 6' che è assurdo se si pensa che di solito mi aggiro attorno ai 6'30''.
domenica: 12km. me ne sono successe di tutti i colori: dal tragitto improvvisato con mille salite, ai 4km di trail massacrante, dal gregge di capre che mi ha bloccato per qualche minuto, ad una storta (senza conseguenze) all'ultimo chilomentro ;)
domenica però ho imparato una lezione importate. io non amo molto correre quando c'è troppa gente in giro che ti osserva. quando ero fuori era facile passare inosservata: mille persone correvano per le strade di dublino e londra, con mille passi diversi, con mille forme diverse. io ero solo una tra mille. ma qui, al paesello calabro, tutti osservano, tutti commentano...per non parlare delle battutine che non sempre sono sinonimo di galanteria, ma più da bar dello sport, per capirci. e così domenica ho preferito optare per il percorso più difficile ma anche più isolato solo perché pioveva un po' e volevo evitare battute o commenti stupidi. mentre correvo in salita però ho pensato che nessuno può condizionare la mia passione per la corsa (o per altro, per la verità). sono arrivata alla saggio conclusione che è il paesello che deve abituarsi a me e non io al paesello. e così da ora in poi le uscite più lunghe o più impegnative verranno fatto sotto il naso di tutti e se qualcuno avrà da commentare, lo faccio pure. io ho altro a cui pensare :)

7 commenti:

nino ha detto...

15°!. che bello. chissa quando toccherà anche a noi.

GIAN CARLO ha detto...

Vado in controtendenza rispetto a nino ...corro meglio a 0

giovanni56 ha detto...

da un paio di giorni qua in veneto il cielo passa dal grigio profondo al grigiore estremo, beata te. Riguardo alla gente ... fottitene (anche se fa brutto dirlo ad una ragazza:))

monica ha detto...

nino e gian - io dai 15 in giù sono felice. dai 15 in su soffro....ogni grado una sofferenza :)

giò - tranquillo...si può dire ad una ragazza...è esattamente quello che ho pensato io!

mathias ha detto...

non ti curar di lor ma guarda e passa.
La mentalità che descrivi è l'identica di alcuni paesini dell'interno sardegna, l'uomo che corre è un evento che viene commentato dagli stanchi e oziosi avventori dei bar. Non dico che riuscirai a contagiarli, ma si abitueranno

monica ha detto...

mathias - gli toccherà abituarsi altrimenti me li magno eheh

Marco "Zanger" ha detto...

Complimenti per il giro di boa e per i progressi!

La gente che commenta? Seduta al bar a sprecare giornate senza far niente?
...val la pena dar loro anche la minima attenzione?

;-)