6 novembre 2008

il discorso in italiano

Discorso di Obama a Chicago, 4 novembre 2008
Ciao Chicago!
(APPLAUSO) Se ancora c’è qualcuno che dubita che l’America non sia un luogo nel quale nulla è impossibile, che ancora si chiede se il sogno dei nostri padri fondatori è tuttora vivo in questa nostra epoca, che ancora mette in dubbio il potere della nostra democrazia, questa notte ha avuto le risposte che cercava.
(APPLAUSO) La risposta sono le code che si sono allungate fuori dalle scuole e dalle chiese con un afflusso che la nazione non aveva mai visto finora. La risposta sono le persone, molte delle quali votavano per la prima volta, che hanno atteso anche tre o quattro ore in fila perché credevano che questa volta le cose dovessero andare diversamente, e che la loro voce potesse fare la differenza.
La risposta è la voce di giovani e vecchi, ricchi e poveri, Democratici e Repubblicani, neri, bianchi, ispanici, asiatici, nativi d’America, gay, eterosessuali, disabili e non disabili: tutti americani che hanno inviato al mondo il messaggio che noi non siamo mai stati un insieme di Stati Rossi e Stati Blu. Noi siamo e sempre saremo gli Stati Uniti d’America.
(APPLAUSO) La risposta è ciò che ha spinto a farsi avanti coloro ai quali per così tanto tempo è stato detto da così tante persone di essere cinici, impauriti, dubbiosi di quello che potevano ottenere mettendo di persona mano alla Storia, per piegarla verso la speranza di un giorno migliore.
È occorso molto tempo, ma stanotte, finalmente, in seguito a ciò che abbiamo fatto oggi, con questa elezione, in questo momento preciso e risolutivo, il cambiamento è arrivato in America.
(APPLAUSO) Poco fa, questa sera ho ricevuto una telefonata estremamente cortese dal Senatore McCain.
(APPLAUSO) Il Senatore McCain ha combattuto a lungo e con forza in questa campagna, e ha combattuto ancora più a lungo e con maggiore forza per il Paese che ama. Ha
affrontato sacrifici per l’America che la maggior parte di noi nemmeno immagina e noi oggi stiamo molto meglio anche grazie al servizio reso da questo leader coraggioso e altruista. Mi congratulo con lui e con la governatrice Palin per tutto quello che hanno ottenuto, e non vedo l’ora di lavorare con loro per rinnovare nei prossimi mesi la promessa di questa nazione.
(APPLAUSO) Voglio qui ringraziare il mio partner in questa avventura, un uomo che ha fatto campagna elettorale col cuore, parlando per le donne e gli uomini con i quali è cresciuto nelle strade di Scranton …
(APPLAUSO) ... con i quali ha viaggiato da pendolare ogni giorno per tornare a casa propria nel Delaware, il vice-presidente eletto degli Stati Uniti Joe Biden.
(APPLAUSO) Io non sarei qui questa sera senza il sostegno continuo della mia migliore amica degli ultimi sedici anni...
(APPLAUSO) ... la roccia della mia famiglia, l’amore della mia vita, la prossima first lady della nazione... (APPLAUSO) ... Michelle Obama.
(APPLAUSO) Sasha and Malia...
(APPLAUSO) ... vi amo entrambe moltissimo e … vi siete guadagnate il cucciolo
(RISATE) ...che verrà con noi alla Casa Bianca...
(APPLAUSO) E mentre siamo qui e lei non è più con noi, so che mia nonna ci sta guardando, insieme a tutta la famiglia che ha fatto di me ciò che io sono. In questa sera così unica mi mancano tutti, e so che il mio debito verso di loro non è neppure quantificabile. A mia sorella Maya, mia sorella Alma, tutti i miei fratelli e le mie sorelle, voglio dire grazie per il sostegno che mi avete dato. Vi sono veramente molto grato.
(APPLAUSO) Al manager della mia campagna David Plouffe...
(APPLAUSO) ... il protagonista senza volto di questa campagna che ha messo insieme la migliore campagna elettorale - credo - nella Storia degli Stati Uniti d’America.
(APPLAUSO) al mio capo stratega David Axelrod...
(APPLAUSO) ... che è stato mio partner in ogni fase di questo lungo cammino…proprio il miglior team di una campagna elettorale mai messo insieme nella storia della politica…
(APPLAUSO) ... voi avete reso possibile tutto ciò, e io vi sarò eternamente grato per i sacrifici che avete affrontato per riuscirci.
Ma più di ogni altra cosa, non dimenticherò mai a chi appartiene veramente questa vittoria: appartiene a voi. Io non sono mai stato il candidato più ideale per questa carica. Non abbiamo mosso i primi passi nella campagna elettorale con finanziamenti o appoggi ufficiali. La nostra campagna non è stata pianificata nelle grandi sale di Washington, ma nei cortili di Des Moines, nei tinelli di Concord, sotto i portici di Charleston. È stata realizzata da uomini e donne che lavorano, che hanno attinto ai loro scarsi risparmi messi da parte per offrire cinque dollari, dieci dollari, venti dollari alla causa. Il movimento ha preso piede e si è rafforzato grazie ai giovani, che hanno rigettato il mito dell’apatia della loro generazione...
(APPLAUSO) …che hanno lasciato le loro case e le loro famiglie per un’occupazione che offriva uno stipendio modesto e sicuramente poche ore di sonno; ai non più tanto giovani che hanno sfidato il freddo pungente e il caldo più soffocante per bussare alle porte di perfetti sconosciuti; ai milioni di americani che si sono adoperati come volontari, si
sono organizzati, e hanno dimostrato che a distanza di oltre due secoli, un governo del popolo, fatto dal popolo e per il popolo non è sparito dalla faccia di questa Terra. Questa è la vostra vittoria…
(APPLAUSO) So che quello che avete fatto non è soltanto vincere un’elezione e so che non l’avete fatto per me. Lo avete fatto perché avete compreso l’enormità del compito che ci sta di fronte. Perché anche se questa sera festeggiamo, sappiamo che le sfide che il futuro ci presenterà sono le più ardue della nostra vita: due guerre, un pianeta in pericolo, la peggiore crisi finanziaria da un secolo a questa parte. Anche se questa sera siamo qui a festeggiare, sappiamo che ci sono in questo stesso momento degli americani coraggiosi che si stanno svegliando nei deserti iracheni, nelle montagne dell’Afghanistan dove rischiano la loro vita per noi.
Ci sono madri e padri che resteranno svegli dopo che i loro figli si saranno addormentati e si arrovelleranno chiedendosi se ce la faranno a pagare il mutuo o il conto del medico o a mettere da parte abbastanza soldi per pagare il college. Occorre trovare nuova energia, creare nuovi posti di lavoro, costruire nuove scuole. Occorre far fronte a nuove sfide e rimettere insieme le alleanze.
La strada che ci si apre di fronte sarà lunga. La salita sarà erta. Forse non ci riusciremo in un anno e nemmeno in un solo mandato, ma America! Io non ho mai nutrito maggiore speranza di quanta ne nutro questa notte qui insieme a voi. Io vi prometto che noi come popolo ci riusciremo!
(APPLAUSO)
PUBBLICO: Yes we can! Yes we can! Yes we can!
OBAMA: Ci saranno battute d’arresto e false partenze. Ci saranno molti che non saranno d’accordo con ogni decisione o ogni politica che varerò da Presidente e già sappiamo che il governo non può risolvere ogni problema. Ma io sarò sempre onesto con voi in relazione alle sfide che dovremo affrontare. Vi darò ascolto, specialmente quando saremo in disaccordo. E soprattutto, vi chiedo di unirvi nell’opera di ricostruzione della nazione nell’unico modo con il quale lo si è fatto in America per duecentoventi anni, ovvero mattone dopo mattone, un pezzo alla volta, una mano callosa nella mano callosa altrui.
Ciò che ha avuto inizio ventuno mesi fa, nei rigori del pieno inverno, non deve finire in questa notte autunnale. La vittoria in sé non è il cambiamento che volevamo, ma è soltanto l’opportunità per noi di procedere al cambiamento. E questo non potrà
accadere se faremo ritorno allo stesso modus operandi. Il cambiamento non può aver luogo senza di voi.
Troviamo e mettiamo insieme dunque un nuovo spirito di patriottismo, di servizio e di responsabilità, nel quale ciascuno di noi decida di darci dentro, di lavorare sodo e di badare non soltanto al benessere individuale, ma a quello altrui. Ricordiamoci che se mai questa crisi finanziaria ci insegna qualcosa, è che non possiamo avere una Wall Street prospera mentre Main Street soffre: in questo Paese noi ci eleveremo o precipiteremo come un’unica nazione, come un unico popolo.
Resistiamo dunque alla tentazione di ricadere nelle stesse posizioni di parte, nella stessa meschineria, nella stessa immaturità che per così tanto tempo hanno avvelenato la nostra politica. Ricordiamoci che c’è stato un uomo proveniente da questo Stato che ha portato per la prima volta lo striscione del partito Repubblicano alla Casa Bianca, un partito fondato sui valori della fiducia in sé, della libertà individuale, dell’unità nazionale. Sono questi i valori che abbiamo in comune e mentre il partito Democratico si è aggiudicato una grande vittoria questa notte, noi dobbiamo essere umili e determinati per far cicatrizzare le ferite che hanno finora impedito alla nostra nazione di fare passi avanti.
(APPLAUSO) Come Lincoln disse a una nazione ancora più divisa della nostra, “Noi non siamo nemici, ma amici, e anche se le passioni possono averlo allentato non dobbiamo permettere che il nostro legame affettivo si spezzi”. E a quegli americani il cui supporto devo ancora conquistarmi, dico: forse non ho ottenuto il vostro voto, ma sento le vostri voci, ho bisogno del vostro aiuto e sarò anche il vostro presidente.
(APPLAUSO) A coloro che ci guardano questa sera da lontano, da oltre i nostri litorali, dai parlamenti e dai palazzi, a coloro che in vari angoli dimenticati della Terra si sono ritrovati in ascolto accanto alle radio, dico: le nostre storie sono diverse, ma il nostro destino è comune e una nuova alba per la leadership americana è ormai a portata di mano.
(APPLAUSO) A coloro che invece vorrebbero distruggere questo mondo dico: vi sconfiggeremo. A coloro che cercano pace e tranquillità dico: vi aiuteremo. E a coloro che si chiedono se la lanterna americana è ancora accesa dico: questa sera noi abbiamo dimostrato ancora una volta che la vera forza della nostra nazione non nasce dalla potenza delle nostre armi o dal cumulo delle nostre ricchezze, bensì dalla vitalità duratura dei nostri ideali: democrazia, libertà, opportunità e tenace speranza.
(APPLAUSO) Perché questo è il vero spirito dell’America: l’America può cambiare. La nostra unione può essere realizzata. E quello che abbiamo già conseguito deve darci la speranza di ciò che possiamo e dobbiamo conseguire in futuro.
In queste elezioni si sono viste molte novità e molte storie che saranno raccontate per le generazioni a venire. Ma una è nella mia mente più presente di altre, quella di una signora che ha votato ad Atlanta. Al pari di molti altri milioni di elettori anche lei è stata in fila per far sì che la sua voce fosse ascoltata in questa elezione, ma c’è qualcosa che la contraddistingue dagli altri: Ann Nixon Cooper ha 106 anni. (APPLAUSO) È nata a una sola generazione di distanza dalla fine della schiavitù, in un’epoca in cui non c’erano automobili per le strade, né aerei nei cieli. A quei tempi le persone come lei non potevano votare per due ragioni fondamentali, perché è una donna e per il colore della sua pelle.
Questa sera io ripenso a tutto quello che lei deve aver visto nel corso della sua vita in questo secolo in America, alle sofferenze e alla speranza, alle battaglie e al progresso, a quando ci è stato detto che non potevamo votare e alle persone che invece ribadivano questo credo americano: Yes, we can.
Nell’epoca in cui le voci delle donne erano messe a tacere e le loro speranze soffocate, questa donna le ha viste alzarsi in piedi, alzare la voce e dirigersi verso le urne. Yes, we can.
Quando c’era disperazione nel Dust Bowl (la zona centro meridionale degli Stati Uniti divenuta desertica a causa delle frequenti tempeste di vento degli anni Trenta, NdT) e depressione nei campi, lei ha visto una nazione superare le proprie paure con un New Deal, nuovi posti di lavoro, un nuovo senso di ideali condivisi. Yes, we can.
PUBBLICO: Yes we can.
OBAMA: Quando le bombe sono cadute a Pearl Harbor, e la tirannia ha minacciato il mondo, lei era lì a testimoniare in che modo una generazione seppe elevarsi e salvare la democrazia. Yes, we can.
PUBBLICO: Yes we can.
OBAMA: Era lì quando c’erano gli autobus di Montgomery, gli idranti a Birmingham, un ponte a Selma e un predicatore di Atlanta che diceva alla popolazione : “Noi supereremo tutto ciò”. Yes, we can.
PUBBLICO: Yes we can.
OBAMA: Un uomo ha messo piede sulla Luna, un muro è caduto a Berlino, il mondo intero si è collegato grazie alla scienza e alla nostra inventiva. E quest’anno, per queste elezioni, lei ha puntato il dito contro uno schermo e ha votato, perché dopo 106 anni in America, passati in tempi migliori e in ore più cupe, lei sa che l’America può cambiare. Yes, we can.
PUBBLICO: Yes we can.
OBAMA: America, America: siamo arrivati così lontano. Abbiamo visto così tante cose. Ma c’è molto ancora da fare. Quindi questa sera chiediamoci: se i miei figli avranno la fortuna di vivere fino al prossimo secolo, se le mie figlie dovessero vivere tanto a lungo quanto Ann Nixon Cooper, a quali cambiamenti assisteranno? Quali progressi avremo fatto per allora?
Oggi abbiamo l’opportunità di rispondere a queste domande. Questa è la nostra ora. Questa è la nostra epoca: dobbiamo rimettere tutti al lavoro, spalancare le porte delle opportunità per i nostri figli, ridare benessere e promuovere la causa della pace, reclamare il Sogno Americano e riaffermare quella verità fondamentale: siamo molti ma siamo un solo popolo. Viviamo, speriamo, e quando siamo assaliti dal cinismo, dal dubbio e da chi ci dice che non potremo riuscirci, noi risponderemo con quella convinzioni senza tempo e immutabile che riassume lo spirito del nostro popolo: Yes, We Can.
(APPLAUSO) Grazie. Dio vi benedica e possa benedire gli Stati Uniti d’America.

preso da Repubblica.it
Traduzione di Anna Bissanti

23 commenti:

Anonimo ha detto...

premetto che preferisco di gran lunga obama e i demo a mc cain e i repu. tuttavia i sistemi di potere sono talmente consolidati che un uomo o un partito non possono fare una rivoluzione. io vivo in brasile, 6 anni fa un operaio, lula, è andato al potere. lo preferisco a tutti gli altri e in campo politico-economico ha fatto una politica ineccepibile, ma la realtà del popolo è cambiata poco. chi vince, a prescindere dal partito di appartenenza, vince anche perchè si adegua al sistema; chi arriva a quei livelli ci arriva anche perchè infametto ci è pure lui. se vuoi DAVVERO cambiare le cose ti fanno fuori molto prima. io lavoravo in banca, già per diventare capufficio dovevi essere adeguato e infametto, figuriamoci per dare la scalata a un partito politico (di qualsiasi colore) e poi assurgere a cariche importanti, quanti morti e feriti ti devi lasciare alle spalle e a quante lobbies che ti finanziano devi strizzare l'occhio (e in futuro retribuire dell'appoggio ricevuto). speriamo bene...luciano er califfo.

Anonimo ha detto...

dimenticavo: come mai oggi tutti gli italiani sono pro-obama e pochi mesi fa hanno mandato al potere la lobby nazista-piduista? er califfo.

Anonimo ha detto...

Parole sante Er-Califfo.....
Concordo in toto.
Luigi.
p.s. Ciao Monica!!

Monica ha detto...

infatti, nei miei commenti al mio post precedente, non ho detto che ci sara' una rivoluzione o che lui cambiera' l'americano medio. semplicemente a me da speranza il fatto che una persona come lui possa arrivare a delle cariche cosi' alte e che possa cambiare qualcosa, anche piccola, non importa.

personalemente ho sempre supportato obama, e non faccio commenti sul PM italiano!

ciao luigi!! ma quandom i racconti di venezia???????

Massimo ha detto...

Er Califfo,te lo appoggio (!),gia' nel post precedente post di Monica ho detto cosa ne pensavo a riguardo...,cio' non toglie che la speranza e' l'ultima a morire...
Date un occhiata a questa ''lettera'' di PAolo Barnard :

http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=52

Anonimo ha detto...

monica, non ho letto i tuoi post precedenti e le mie erano considerazioni autonome, non stavo criticando nessuno. anch'io ho la speranza... che è l'ultima a morire... ma prima o poi muore. la mia speranza è la FORZA popolare di controllare e condizionare la politica dal di fuori dei palazzi. luciano er califfo.

Frate_tack ha detto...

@Califfo; vorri specificare che non tutti gli italiani hanno votato per quella lobby piduista come dici tu. Ci sono anche persone che pur non appoggiando certe persone vivono in italia. Non fare di tutt'unerba un fascio.
Poi anche voi in brasile avete le vostre belle gatte da pelare con Lula. Non è che ora il nano malefico sia molto diverso da qualsiasi altro politico nel mondo!

Daniele ha detto...

Dico un paio di banalità. Questa elezione è importante non tanto perché ha vinto X anziché Y, quanto perché di fatto era un referendum avente questo tema: una superpotenza come gli USA, in cui sappiamo esistere tuttora problemi di integrazione razziale e con conduzione storicamente bianca, è in grado di eleggere un presidente nero e per di più con la storia familiare di Barack Obama? La risposta è stata sì. E non era per niente scontata.

Il discorso strettamente politico è evidente si baserà su ciò che Obama riuscirà concretamente a fare. Ma anche qui in visione prospettica è di tutta evidenza il cambio di filosofia ed atteggiamento rispetto all’amministrazione precedente. E questo, seconda banalità, è l’elemento al pari importante che può far sperare.

Ovviamente questa è solo la mia opinione.

Marco Bucci ha detto...

...ed aggiungo che sara' un sottile piacere
vedere il berlusca col bossi dover ossequiare un "negher" !!

Mathias ha detto...

http://iniziareacorrere.blogspot.com è il nuovo indirizzo del mio blog, puoi aggiornarmi nei link.. grazie
mathias

GIAN CARLO ha detto...

Che Berlusca non l'ho votato neanche io è certo al 101%, anche se io a differenza di Monica(non è una critica, solo una constatazione) ho votato(seppur con fatica)...per il resto appoggio pieno alle parole di Luciano e pure a quelle di Marco.
Poi, fuori tema per Massimo...mi hanno fregato lo scooter...l'idea che è in me da tanto di diventare un motopodista...sembra essere suggerita anche dal destino !

Massimo ha detto...

Giancarlo:
La moto e' uno sfizio che ormai costa sempre piu' caro;se ci si ferma allo scooter per andare al lavoro va' bene,risulta economico e non ci sono problemi per il traffico cittadino;ma per la moto,come la intendo io,cioe' partire il sabato mattina e tornare la domenica sera con armi e bagagli, fare 5-600 km e' diventato un lusso !
NB. se ti interessa ti vendo la mia !

GIAN CARLO ha detto...

@Massimo, (scusa Monica è solo un rave non autorizzato), intendevo prendere una moto usata che si trovano a pochi euro...tipo una hornet un po' vecchiotta... non la rubano, e poi se è tempo brutto io al lavoro vado a piedi, ma se è OK, e il clima a Roma è spesso OK, allora va bene(il mare dove vive il mio vecchi papà è a 30km).
Aggiungiamoci che mia moglie ha uno scooter e se serve posso prendere quello e magari lei la moto...anzi no l'ultma frase me la rimangio :-)

Monica ha detto...

marco - eh eh non ci avevo pensato....figo :) cmq vedrai che SB ben presto dira' che lui e' un gran amico di obama, che il presidente americano lo chiama prima di prendere una decisione importante...come faceva bush no? :)))

anche a me piacerebbe avere la moto...per ora mi posso permettere solo la bici...uff.

Simone ha detto...

Viva Obama,
certo non potra' stravolgere un sistema consolidato ma certamente dopo 8 anni bui, almeno ci sara' una piccola speranza in piu. Il discorso seppur semplice lineare e' chiaro, e assolutamente inpronunciabile da un repubblicano.

ps: in Italia vincono i P2isti e insulsi politici perche' controllano l'informazione. Negli states i politici ci provano ma non la controllano e a volte per vinvere devono fare le cose vere. In Italia basta parlare, e poi e' a reti unificate ancora meglio.

Oggi altra vergogna planetaria, l'insulso di Arcore ha detto che Obama e' abbronzato, usando un umorismo da bambino o nazista. Che amarezza, e quelli di destra managari hanno pure riso.

Simone ha detto...

ps: dimenticavo, ero a Times Square in attesa dei risultati, e li dopo la notizia ufficiale, l'atmosfera era incredibile. Soprattutto negli stati Democratici come New York la sensazione di uscire da 8 anni bui e di declino e' palpabile. Ok, sono americani, ed esagerano molto, ma sicuramente da quel tipo di entusiasmo possono venire cambiamenti dal basso. Li l'opinione pubblica ancora conta, in Italia viene creata dalla TV controllata dalla Casta stessa.

Monica ha detto...

non ci credo che SB ha fatto quel commento, l'ho appena letto su republica. che vergogna! e' proprio un'idiota!...ma come si fa!

Anonimo ha detto...

beh, se non lo sapete, gasparri ha detto che adesso che obama è presidente "al qaeda sarà felice"... ah, come ero tranquillo fino a 1 anno fa che non avevo il computer e non sapevo niente... mo' mi tocca vedere le guardie travestite da fasci (insieme ai fasci) che bastonano studenti 15enni a piazza navona... e poi assaltano la rai perchè li ha filmati. lo digerite bene l'olio di ricino?

Anonimo ha detto...

propongo un post tecnico sui rapporti tra olio di ricino e atletica: guardiamo il bicchiere mezzo pieno, ha indubbi effetti positivi, sicuramente FA DIMAGRIRE! luciano er califfo.

giampiero ha detto...

E' un discorso molto bello, me lo sono letto sul Corriere, la politica è questa. Rispetto dell'avversario e la consapevolezza che vincitori e sconfitti hanno concorso per lo stesso ideale anche se con posizioni diverse. Ho letto pure il discorso di Mc Cain e devo dire che è altrettanto importante e ricco di contenuti. Se lo trovi pubblicalo, vale la pena per capire di più cosa è la democrazia.
Tutte queste cose in Italia mancano terribilmente, non ne posso più di politici che fanno solo battute nelle loro dichiarazioni, non c'è mai niente di alto e di profondo da entrambe le parti. In ultimo la gaffe di ieri di Berlusconi, a me ha fatto ridere perchè è una delle solite battute sue, tragicamente però fuori luogo, loro fanno la storia e noi ne facciamo la parodia!!
Sul sito del new york times potete trovare oltre 1200 commenti di americani indignati per la solita figuraccia!!
http://thecaucus.blogs.nytimes.com/2008/11/06/berlusconi-under-fire-for-obama-joke/?scp=1&sq=berlusconi&st=cse

Anonimo ha detto...

qua in brasile (se questa è una repubblica delle banane, l'italia cos'è?) l'uscita del BAGONCHI l'hanno mandata in prima pagina su tutti i telegiornali. un popolo uscito da una dittatura da appena 25 anni non si capacita di come un popolo del "primo mondo", in cui tutti studiano e sono intelligenti, possa votare uno che ha in mano i media, uno che partì negli anni 60 con finanziamenti bestiali della banca in cui il padre era dirigente (wikipedia: banca rasini) e presso la quale CASUALMENTE avevani i conti uomini onorabilissimi... er califfo.

Anonimo ha detto...

mamma mia che vergogna!
io non ne posso più delle sue battute infantili...e si offende pure se qualcuno gli dice che,magari,è il caso di scusarsi...risponde stizzito"scusati tu con l'italia" ...cosa??ma sei scemo??
uno schiaffo in faccia a tutti coloro che sono morti e tutt'ora vengono presi a bastonate solo perchè"abbronzati"...
ma e'davvero il meglio che ci meritiamo??
sono già passati 5 anni???
ciao a tutti,caterina

Monica ha detto...

giampy - verissimo. il discorso di mc cain e' l'esempio di cio' che la democrazia dovrebbe essere. anche per questo il giorno della vittoria di obama e' stato per me un giorno ricco ed emozionante, di quelli che danno speranza. ora lo cerco!

per quanto riguarda obama, staremo a vedere: non solo e' un politico e deve dimostrare con la pratica di essersi meritato il posto che ha, ma ha davanti a se un lavoro molto duro e complicato...non vorrei davvero essere nei suoi panni...